È una distanza verticale
Esprime, in chilometri, la distanza tra l’ipocentro e la sua proiezione sulla superficie: l’epicentro.
Capire i terremoti
La profondità indica quanto si trova sotto la superficie il punto in cui inizia la rottura. È una coordinata essenziale per localizzare un terremoto, ma non basta da sola a descrivere quanto verrà avvertito o quali effetti potrà avere.
Guarda la profondità negli eventi di oggiEsprime, in chilometri, la distanza tra l’ipocentro e la sua proiezione sulla superficie: l’epicentro.
Profondità, magnitudo, distanza, geologia locale ed edifici concorrono agli effetti osservati in un luogo.
La rete sismica e i modelli di localizzazione producono un valore che può essere raffinato dopo la prima pubblicazione.
Le coordinate dell’evento
Una mappa mostra due dimensioni. La profondità aggiunge la terza e colloca l’origine dell’evento sotto la superficie.
Il punto in profondità dove comincia la rottura delle rocce o lo scorrimento lungo la faglia. È chiamato anche fuoco del terremoto.
Il punto sulla superficie terrestre posto verticalmente sopra l’ipocentro. Latitudine e longitudine descrivono questa posizione sulla mappa.
La distanza verticale tra epicentro e ipocentro. Nei cataloghi viene normalmente espressa in chilometri.
Una scala globale
Le soglie aiutano a descrivere la posizione della sorgente, non a prevedere automaticamente gli effetti. In Italia gli eventi avvengono in genere entro circa 30 km, mentre nel Tirreno meridionale possono raggiungere centinaia di chilometri.
La categoria più vicina alla superficie nella classificazione globale.
Associati soprattutto a contesti tettonici in cui una placca scende nel mantello.
Localizzati nelle porzioni profonde delle placche in subduzione.
Leggere il contesto
A parità di magnitudo e condizioni, una sorgente più profonda è più lontana dalla superficie. Nella realtà, però, ogni osservazione dipende da più fattori insieme.
Descrive la dimensione dell’evento: non va confusa con la profondità o con l’intensità osservata.
In generale le onde perdono energia lungo il percorso; conta la distanza reale dal processo di rottura, non soltanto dall’epicentro.
Rocce e terreni diversi modificano la propagazione e possono attenuare o amplificare lo scuotimento locale.
Caratteristiche costruttive e vulnerabilità influenzano gli effetti. Nessun singolo numero fornisce una valutazione di sicurezza.
Dai segnali alla stima
La profondità non viene osservata direttamente con un metro: viene stimata confrontando onde sismiche e modelli della Terra.
Le stazioni misurano i tempi di arrivo delle onde sismiche generate dall’evento.
Le differenze nei tempi di arrivo osservati in più stazioni aiutano a stimare latitudine, longitudine, origine temporale e profondità.
Segnali aggiuntivi e letture manuali possono affinare la localizzazione automatica iniziale.
Dati che maturano
La profondità è spesso la coordinata più difficile da vincolare con precisione. Una stazione vicina all’epicentro, segnali più chiari e l’analisi delle fasi riflesse aiutano a migliorare la soluzione.
Per questo un catalogo può mostrare prima una localizzazione automatica e poi un valore revisionato. Il cambiamento non rende inutile la prima stima: rende visibile il normale processo di analisi scientifica.
Domande frequenti
Risposte concise per interpretare il dato senza trasformarlo in un giudizio isolato.
È la distanza verticale tra l’epicentro sulla superficie e l’ipocentro, il punto in profondità dove inizia la rottura. Nei cataloghi sismici viene espressa in chilometri.
L’ipocentro è il punto di origine della rottura all’interno della Terra. L’epicentro è la sua proiezione verticale sulla superficie e viene descritto con latitudine e longitudine.
No. A parità di altre condizioni, una sorgente più vicina può produrre scuotimenti più forti in superficie, ma gli effetti dipendono anche da magnitudo, distanza dalla rottura, durata, geologia locale e caratteristiche degli edifici.
Nella classificazione scientifica globale, gli eventi tra 0 e 70 km sono superficiali, tra 70 e 300 km intermedi e tra 300 e 700 km profondi. Sono categorie ampie: il contesto tettonico resta fondamentale.
La prima localizzazione può essere automatica e preliminare. Nuove registrazioni, una migliore lettura delle fasi sismiche o modelli aggiornati possono portare la fonte a pubblicare una profondità revisionata.
Non significa che il terremoto sia avvenuto in aria. Valori vicini a zero o negativi possono riflettere il riferimento altimetrico, un vincolo del modello o la maggiore incertezza tipica degli eventi molto superficiali. Va sempre consultata la fonte.
Fonti scientifiche
Questa guida sintetizza concetti divulgativi pubblicati da istituzioni sismologiche. I collegamenti portano alle fonti originali.
SeismoLens su iPhone
Esplora mappe, profondità, magnitudo e dettagli degli eventi sismici direttamente su iPhone.
Scarica SeismoLens